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L'affido familiare tra norma e prassi (5.3.08)

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L’affidamento familiare tra norma e prassi* di Luigi Fadiga

1. L’affidamento consensuale.
La disciplina dell’A.F. così come dettata dal Titolo II della legge 149 è, apparentemente, lineare.

Schematizzata al massimo, essa configura l’affidamento come un intervento prettamente assistenziale, di competenza dell’autorità amministrativa per il tramite dei servizi locali, che si inquadra nei compiti di sostegno dei nuclei familiari a rischio e che deve ormai costituire (dopo il 31 dicembre 2006) la normale forma di assistenza al minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo nonostante gli interventi di sostegno e aiuto già disposti. Infatti, ormai scaduto da più di un anno il termine dell’art. 2 comma 4 della legge 149/2001, la risposta assistenziale al temporaneo bisogno di una famiglia sostitutiva è una sola: l’affidamento familiare, che, per legge, ha sostituito in tutto e per tutto il vecchio ricovero in istituto. Solamente quando l’affidamento “non sia possibile” (e di ciò dovrebbe essere data giustificazione nello stesso provvedimento), è ammesso l’inserimento in comunità di tipo familiare.

continua

* Relazione per il convegno nazionale AFFIDO: LEGAMI PER CRESCERE REALTA’, ESPERIENZE E SCENARI FUTURI- Torino, 21 – 22 Febbraio 2008.